PITTA CHICCULIATA

I SAPORI DEL SABATO…

Altro che pizzeria!

Due anni fa, quando mi sono trasferita in Calabria, ho provato per la prima volta la pizza fatta in casa… ma quella dove ogni singolo ingrediente è prodotto in casa e devo dire che è un qualcosa di davvero spettacolare. Riesci a sentire il sapore del pomodoro raccolto nell’orto, il vero sapore del pomodoro, un sapore che ormai avevo dimenticato o addirittura mai provato perché è abitudine comprare i pomodori al supermercato che non hanno nessun sapore, poi l’olio d’oliva, la mozzarella e la pasta croccante leggermente bruciacchiata dal forno a legna.

Qui c’è zia Teresina che è la beniamina delle pizze fatte in casa e ogni settimana puntuale la vedi da lontano arrivare con la teglia dei nostri sogni dove all’interno troviamo la pizza della settimana, è si perché ogni volta il tipo di pizza cambia, dalla semplice ma gustosa margherita, a quella farcita, quella ripiena,… una delle mie preferite è la “pitta chicculiata” e oggi vi darò la ricetta che ovviamente mi ha passato generosamente zia Teresina.

 

PITTA CHICCULIATA

 

INGREDIENTI: 600 g di farina, 30 g di lievito, sale, 1 kg di pomodori, aglio, prezzemolo, olio, 5 o 6 filetti di acciughe, 100 g di olive, capperi, 150 g di tonno.

 

PREPARAZIONE: La pitta è una focaccia di pasta di pane con ripieno variabile. Con 600 g di farina, 30 g di lievito, un pizzico di sale e acqua quanto basta, preparate una pasta morbida che farete lievitare per 1 ora in luogo tiepido. Nel frattempo sminuzzate 1 kg di pomodori pelati e privati di semi, fateli cuocere per 5 minuti in un battuto di aglio e prezzemolo e lasciateli raffreddare. Foderate una teglia con uno strato di pasta e versatevi sopra la salsa. A parte, schiacciate in mezzo bicchiere di olio 5 o 6 filetti di acciughe dissalate, quindi unitevi 100 g di olive snocciolate e sminuzzate, 1 cucchiaio di capperi e 150 g di tonno sott’olio. Versate questo comporto sullo strato di salsa, poi ricoprite la pitta con l’altro stato di pasta. Bucate la superficie e infornate. Fate cuocere a temperatura costante (180° C) sino a quando la pitta sarà ben dorata.

PITTA CH’I CAPPARI

Conzati ‘a pasta cumu vi dissimu ‘nt’ a rigetta prima i chista. P’o’ mpastu (‘u chjnu d’intra) pezzjati, mmorza mmorza, nu chilu i pumadora pilati senza stogghj, facitili ‘i si cucinanu pa cincu minuti cu agghju e petrusinu e faciti ‘i fridda. Apoi, ‘a mentiti ‘nt’ a na cassalora foderata i d’intra i pasta. A n’ attra vanda faciti na miscela cu ½ bicchjeri d’ogghju, 5 o 6 sardi salati e poi jungiti 100 grammi d’alivi senza cuccogghja e pezijati fini fini, na cucchjarata i chjappari e 150 grammi i tunnu sutt’ogghju. Divacati sta miscela i supa d’a sarza e cumbogghjati a cassalora c’a pasta chi vi ndavia restatu. Apoi a faciti bruscia bruscia e a mentiti nt’o furnu.

 

IL VINO CONSIGLIATO:

SCAVIGNA BIANCO. Colore giallo paglierino con riflessi verdognoli; profumo fresco, gradevole, vinoso; sapore asciutto, pieno, armonico.

Dove potete trovare questo vino? Azienda Agricola Dott. Odoardi, Viale della Repubblica n. 143 Cosenza.

 

Buon appetito!

Michela

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